Il test urogenitale femminile del Laboratorio Val Sambro, chiamato Urogenital, richiede un tampone vaginale in autoprelievo e un campione di urine, da raccogliere in autonomia con il kit ricevuto a domicilio.
Molte donne si chiedono se un prelievo eseguito da sole sia affidabile e come evitare errori. Questa guida risponde a entrambe le domande, poi spiega in quali situazioni è utile richiedere il test e quali informazioni si trovano nel referto.
Test Urogenital: su quali campioni si esegue
L’Urogenital legge insieme i due campioni. Il tampone vaginale informa sullo stato del microbiota vaginale e sulla presenza di funghi e agenti di infezioni genitali. Le urine permettono di individuare i batteri responsabili delle infezioni urinarie.
La lettura congiunta è utile perché i disturbi dei due distretti si sovrappongono spesso: bruciore, fastidio pelvico e cistiti ripetute possono avere origini diverse pur manifestandosi in modo simile. Sul piano analitico il test unisce la microbiologia classica, con colture e test di sensibilità , alle tecniche molecolari, che rilevano in tempi brevi batteri, funghi e parassiti.
Tampone vaginale in autoprelievo: quanto è affidabile
La letteratura è piuttosto concorde nel considerare il campione autoraccolto una valida alternativa a quello prelevato in ambulatorio, in particolare quando viene analizzato con metodi molecolari.
Gli studi disponibili hanno però valutato procedure e test specifici, in gran parte su donne con sintomi. La qualità del risultato dipende quindi anche dalla corretta esecuzione della raccolta. Chi preferisce può chiedere al ginecologo di eseguire il tampone, utilizzando comunque il materiale del kit.
Come prepararsi al tampone vaginale in autoprelievo
Il microbiota vaginale è un ecosistema dinamico. Uno studio che ha seguito 32 donne per 16 settimane ha mostrato che la sua stabilità varia in relazione alla fase del ciclo mestruale, alla composizione della comunità batterica e all’attività sessuale. Per questa ragione il momento della raccolta ha un peso concreto sul risultato.
Le indicazioni generali per un tampone vaginale riguardano questi aspetti:
- Mestruazioni. La raccolta si programma di norma lontano dal flusso.
- Prodotti vaginali. Ovuli, creme e lavande interne possono interferire con l’analisi e vanno sospesi prima del prelievo.
- Rapporti sessuali. È preferibile evitarli nel periodo immediatamente precedente.
- Terapie in corso. Antibiotici e antimicotici modificano il quadro microbico: è bene valutare con il medico il momento più adatto per eseguire il test.
I tempi esatti da rispettare sono riportati nelle istruzioni presenti nel kit, che restano il riferimento principale.
Come si esegue il tampone vaginale in autoprelievo
Il kit Urogenital arriva a domicilio con due provette, una per il tampone e una con tappo giallo per le urine, insieme al materiale per la spedizione. La sequenza della raccolta è la seguente:
- Lavare le mani e preparare il materiale su una superficie pulita, verificando che tutto sia integro.
- Aprire il tampone facendo attenzione a non toccare la punta con le dita.
- Inserire il tampone in vagina e ruotarlo come indicato nelle istruzioni, poi riporlo nella sua provetta.
- Raccogliere le urine secondo le modalità descritte nel foglio del kit e trasferirle nella provetta con tappo giallo.
- Chiudere bene entrambe le provette e completare i dati richiesti per l’identificazione del campione.
Nella pagina delle domande frequenti è disponibile anche il video dedicato al tampone vaginale Urogenital con kit di autoprelievo, utile da guardare prima di iniziare.
Spedizione del kit e tempi del referto
Nel kit si trovano la busta, la lettera di vettura e le istruzioni per prenotare il ritiro oppure consegnare il campione in un punto di appoggio. I campioni viaggiano con un corriere dedicato, senza costi aggiuntivi, e raggiungono il laboratorio in genere in 1-3 giorni.
Il referto dell’Urogenital è disponibile in 15 giorni dall’arrivo del campione. Quando è pronto, un avviso via email invita a consultarlo nell’area riservata. Se il kit è stato consegnato e pagato tramite un professionista, il referto viene inviato direttamente a quest’ultimo.
Quando richiedere il test Urogenital
L’esame è indicato in presenza di:
- prurito, bruciore o irritazione vaginale;
- perdite anomale o maleodoranti;
- dolore durante i rapporti;
- cistiti o vaginiti che si ripresentano nel tempo;
- sospetta candidosi o infezione a trasmissione sessuale.
Il valore dell’analisi cresce nelle forme ricorrenti, nelle quali identificare il microrganismo coinvolto orienta le scelte successive. Sul sito trovi approfondimenti su vaginosi batterica ricorrente, candida vaginale ricorrente e infezioni urinarie ricorrenti.
Il test può essere usato anche a scopo preventivo o per monitorare il microbiota vaginale, compreso il periodo della gravidanza, in accordo con il ginecologo. In assenza di sintomi il dato va letto con cautela: lo studio citato sulla dinamica del microbiota ha osservato variazioni di composizione anche in donne sane, senza che queste indicassero di per sé una disbiosi.
Cosa include il referto del test Urogenital
Il referto è organizzato per aree di indagine.
- Microbiota vaginale. Valuta i principali lattobacilli: Lactobacillus crispatus, L. iners, L. jensenii e L. gasseri. Sono le stesse specie che dominano quattro dei cinque gruppi di comunità descritti nelle donne in età fertile, mentre il quinto è caratterizzato da una quota minore di batteri lattici e da più microrganismi anaerobi.
- Candida. Ricerca C. albicans, C. glabrata, C. krusei, C. dubliniensis, C. lusitaniae, C. tropicalis e C. parapsilosis.
- Infezioni genitali. Comprende Chlamydia trachomatis, Neisseria gonorrhoeae, Trichomonas vaginalis, Gardnerella vaginalis, Treponema pallidum, Mycoplasma spp. e Ureaplasma spp.
- Infezioni urinarie. Sul campione di urine identifica i batteri tipici, tra cui Escherichia coli, Klebsiella spp., Proteus spp., Pseudomonas aeruginosa, Serratia marcescens ed Enterobacter cloacae complex.
- Test di sensibilità . Antibiogramma e antimicogramma valutano la risposta dei microrganismi isolati ai farmaci, mentre l’aromatogramma ne misura la sensibilità in vitro agli oli essenziali.
La lettura del referto e l’eventuale terapia spettano al medico o al ginecologo, che collocano i risultati nel quadro clinico. Una positività per un’infezione a trasmissione sessuale va sempre discussa con lo specialista, anche per valutare il partner. Per scegliere il test o per un supporto nella comprensione dei risultati è disponibile la consulenza telefonica con i professionisti del laboratorio.
Il kit Urogenital si ordina nell’area Acquista esami.
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Cosa dice la letteratura
- Gaydos CA, et al. Clinical validation of a test for the diagnosis of vaginitis. Obstet Gynecol. 2017;130(1):181-189. PubMed PMID 28594779
- Barnes P, et al. Self-taken vaginal swabs versus clinician-taken for detection of candida and bacterial vaginosis: a case-control study in primary care. Br J Gen Pract. 2017;67(665):e824-e829. PubMed PMID 29158246
- Coleman JS, et al. Molecular diagnosis of bacterial vaginosis: an update. J Clin Microbiol. 2018;56(9). PubMed PMID 29769280
- Gajer P, et al. Temporal dynamics of the human vaginal microbiota. Sci Transl Med. 2012;4(132):132ra52. PubMed PMID 22553250
- Ravel J, et al. Vaginal microbiome of reproductive-age women. Proc Natl Acad Sci U S A. 2011;108 Suppl 1:4680-4687. PubMed PMID 20534435