Nel 2023 la rivista Cell Host & Microbe ha pubblicato due studi indipendenti su ME/CFS e microbiota intestinale, che hanno coinvolto complessivamente oltre 250 pazienti con encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica e circa 170 controlli sani. I due lavori sono arrivati a un risultato convergente, osservando come nelle persone con ME/CFS si riduce la capacità del microbiota di produrre butirrato, uno degli acidi grassi a catena corta più importanti per la salute intestinale e per la regolazione del sistema immunitario.
ME/CFS: un quadro che coinvolge più sistemi
La ME/CFS si caratterizza per una stanchezza invalidante che non migliora con il riposo e per il malessere post-sforzo, il peggioramento dei sintomi dopo un’attività fisica o mentale anche modesta. Al quadro si associano spesso disturbi cognitivi, alterazioni del sonno, intolleranza ortostatica e sintomi gastrointestinali. Le cause non sono ancora definite e la diagnosi resta clinica, basata su criteri che richiedono l’esclusione di altre condizioni.
Il versante metabolico della stanchezza persistente, legato alla produzione di energia nei mitocondri, è stato trattato nell’articolo su stanchezza cronica e deficit energetico cellulare. Qui l’attenzione si sposta sull’intestino.
ME/CFS e microbiota intestinale: il deficit di produttori di butirrato
Il primo studio, condotto alla Columbia University su 106 pazienti e 91 controlli provenienti da aree geografiche diverse, ha integrato metagenomica, metabolomica e qPCR. Nei pazienti sono risultati ridotti Faecalibacterium prausnitzii ed Eubacterium rectale, due tra i principali batteri produttori di butirrato dell’intestino umano. La misura degli acidi grassi a catena corta nelle feci ha confermato una minore capacità di sintesi del butirrato.
L’abbondanza di F. prausnitzii è risultata inversamente associata alla gravità della fatica: a una minore presenza del batterio corrispondevano sintomi più intensi. Gli autori hanno inoltre sviluppato modelli di classificazione basati sul microbiota intestinale, rimasti affidabili anche al variare della provenienza geografica dei partecipanti.
Come cambia il microbiota intestinale nella ME/CFS con la durata di malattia
Il secondo studio, condotto al Jackson Laboratory, ha confrontato 75 pazienti con malattia da meno di quattro anni e 79 pazienti con malattia presente da oltre dieci anni, rispetto a 79 controlli. Nei casi a esordio recente la disbiosi intestinale era marcata. Nei pazienti di lunga data le alterazioni del microbiota apparivano in gran parte attenuate, mentre persistevano anomalie metaboliche e cliniche. Tra i meccanismi individuati figurano la ridotta biosintesi microbica di butirrato e la diminuzione nel plasma di butirrato, acidi biliari e benzoato.
Il dato suggerisce che il ruolo del microbiota possa essere più rilevante nelle prime fasi della malattia e che la valutazione intestinale abbia maggiore significato quando viene eseguita in prossimità dell’esordio.
Perché il butirrato è importante
Il butirrato è la principale fonte di energia per le cellule del colon, contribuisce all’integrità della barriera intestinale e ha un effetto regolatore sulla risposta immunitaria, favorendo per esempio lo sviluppo dei linfociti T regolatori. Una sua carenza può aumentare la permeabilità intestinale e il passaggio in circolo di componenti batteriche capaci di sostenere uno stato infiammatorio di basso grado, uno dei possibili collegamenti lungo l’asse intestino-cervello. Il tema della permeabilità è approfondito nell’articolo sulla sindrome dell’intestino permeabile.
Resta da chiarire se la disbiosi contribuisca all’insorgenza della ME/CFS o ne sia piuttosto una conseguenza. Gli studi disponibili mostrano associazioni e non consentono ancora conclusioni sul rapporto di causa ed effetto.
Microbiota intestinale e ME/CFS: cosa può valutare il laboratorio
In una persona con diagnosi o sospetto di ME/CFS e disturbi gastrointestinali, l’analisi del microbiota intestinale può aiutare il medico a documentare un’eventuale disbiosi e a orientare gli interventi nutrizionali. Il Gut Screening valuta l’equilibrio tra flora protettiva e flora potenzialmente patogena e ricerca funghi e parassiti. Il test dei metaboliti del microbiota misura nelle urine gli acidi grassi a catena corta e altri prodotti dell’attività batterica, offrendo un’indicazione funzionale dell’ecosistema.
L’abbinamento con il Profilo metabolomico degli acidi organici consente di affiancare alla lettura intestinale quella del metabolismo energetico cellulare. I test si acquistano nell’area Acquista esami. Un inquadramento introduttivo sul tema è disponibile nell’approfondimento sindrome da fatica cronica e disbiosi intestinale.
Contattaci per maggiori informazioni!
Cosa dice la letteratura
- Guo C, Che X, Briese T, et al. Deficient butyrate-producing capacity in the gut microbiome is associated with bacterial network disturbances and fatigue symptoms in ME/CFS. Cell Host Microbe. 2023;31(2):288-304.e8. PubMed PMID 36758522
- Xiong R, Gunter C, Fleming E, et al. Multi-‘omics of gut microbiome-host interactions in short- and long-term myalgic encephalomyelitis/chronic fatigue syndrome patients. Cell Host Microbe. 2023;31(2):273-287.e5. PubMed PMID 36758521