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Psoriasi e microbiota intestinale: l’asse intestino-pelle nelle malattie infiammatorie cutanee

Psoriasi e microbiota intestinale: l’asse intestino-pelle nelle malattie infiammatorie cutanee

Un paziente segue da mesi una terapia topica per le placche psoriasiche su gomiti e cuoio capelluto. Il controllo dermatologico è regolare e la terapia è quella indicata, eppure le riacutizzazioni si ripresentano con una periodicità che sembra sfuggire a fattori stagionali o comportamentali riconoscibili. In un numero crescente di casi come questo, l’anamnesi rivela un quadro intestinale alterato, fatto di gonfiore ricorrente, alvo irregolare o una storia pregressa di disturbi funzionali gastrointestinali mai approfondita . La ricerca degli ultimi anni ha dato a questa associazione un nome e un meccanismo, l’asse intestino-pelle, un canale di comunicazione bidirezionale tra microbiota intestinale, sistema immunitario e cute che sta ridefinendo l’approccio diagnostico alla psoriasi, spostandone la lettura da patologia cutanea isolata a condizione infiammatoria sistemica.

Quando la pelle infiammata nasconde uno squilibrio intestinale

La psoriasi è una dermatosi infiammatoria cronica e recidivante, caratterizzata da iperproliferazione dei cheratinociti e da un’attivazione immunitaria persistente a livello cutaneo. Le placche eritemato-desquamative localizzate su gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e regione sacrale rappresentano la manifestazione visibile di un processo che coinvolge in profondità il sistema immunitario. Da tempo la clinica osserva che i pazienti con psoriasi presentano una prevalenza superiore di disturbi gastrointestinali funzionali rispetto alla popolazione generale. Questa osservazione, per anni considerata una comorbidità accessoria, viene oggi riletta alla luce di un meccanismo patogenetico condiviso che parte dall’intestino.

L’asse intestino-pelle: come comunicano microbiota e sistema immunitario cutaneo

Il termine asse intestino-pelle descrive l’insieme di segnali biochimici e immunologici attraverso cui il microbiota intestinale influenza l’omeostasi cutanea. I batteri intestinali producono metaboliti attivi a distanza: gli acidi grassi a catena corta derivati dalla fermentazione delle fibre, i ligandi del recettore degli idrocarburi arilici generati dal metabolismo del triptofano, e gli acidi biliari secondari che agiscono sui recettori FXR e TGR5. Questi metaboliti modulano l’equilibrio tra linfociti T regolatori e linfociti Th17 nell’intestino, ma il loro effetto si estende attraverso il circolo sistemico fino al tessuto cutaneo, dove concorrono a regolare l’integrità della barriera epidermica e la risposta infiammatoria locale.

Cosa cambia nel microbiota dei pazienti con psoriasi

Gli studi che hanno confrontato la composizione del microbiota intestinale tra pazienti psoriasici e soggetti sani convergono su alcune alterazioni ricorrenti, pur con eterogeneità metodologica tra le coorti. Si osserva una riduzione di specie con funzione protettiva, in particolare Faecalibacterium prausnitzii, uno dei principali produttori di butirrato e regolatore dell’infiammazione mucosale, insieme a un aumento di specie proinfiammatorie come Prevotella copri. A livello di phylum, buona parte della letteratura riporta uno spostamento del rapporto tra Firmicutes e Bacteroidetes rispetto ai controlli sani. La diversità alfa, cioè la ricchezza di specie all’interno del singolo campione, non risulta alterata in tutti gli studi, mentre le differenze di diversità beta, che misurano la distanza compositiva tra gruppi di pazienti, emergono in modo più consistente.

Permeabilità intestinale e traslocazione batterica: il ruolo della barriera

Un secondo meccanismo, complementare a quello metabolico, riguarda l’integrità della barriera intestinale. La disbiosi si associa spesso a un aumento della permeabilità della mucosa, condizione nota come leaky gut, che consente il passaggio di componenti batteriche come il lipopolisaccaride e, in alcuni casi documentati, di DNA batterico circolante nel sangue dei pazienti con psoriasi in fase di placca attiva. Questo passaggio innesca un’infiammazione sistemica di basso grado che può contribuire sia alla riacutizzazione cutanea sia, secondo evidenze più recenti, a comorbidità neuropsichiatriche come ansia e sintomi depressivi frequentemente riportate in questa popolazione di pazienti, in un quadro che alcuni autori descrivono come asse intestino-cervello-pelle.

La zonulina, proteina regolatrice delle giunzioni strette dell’epitelio intestinale, rappresenta uno dei marcatori più utilizzati per quantificare questa alterazione della barriera.

Dalla disbiosi alla cute: la via infiammatoria Th17/IL-23/IL-17

Il collegamento meccanicistico tra intestino e placca psoriasica passa in larga parte attraverso l’asse Th17/IL-23/IL-17, lo stesso circuito immunologico che rappresenta oggi il principale bersaglio farmacologico nella psoriasi da moderata a grave.

La disbiosi intestinale e la ridotta produzione di metaboliti regolatori alterano l’equilibrio tra linfociti T regolatori e Th17 già a livello della mucosa intestinale. I linfociti Th17 attivati e le citochine proinfiammatorie che ne derivano, in particolare l’interleuchina 17 e l’interleuchina 23, entrano nel circolo sistemico e contribuiscono a sostenere l’iperproliferazione dei cheratinociti e l’infiltrato infiammatorio caratteristico della lesione cutanea. Comprendere questo meccanismo comune spiega perché un intervento sul microbiota possa avere una ricaduta, per quanto ancora oggetto di studio, sull’andamento clinico della patologia cutanea.

Cosa dice la letteratura

Una revisione pubblicata nel 2026 descrive l’asse intestino-pelle come una rete bidirezionale in cui i metaboliti del microbiota regolano l’immunità sistemica, individuando nella via Th17/IL-23/IL-17 il meccanismo centrale dell’iperproliferazione cheratinocitaria nella psoriasi (PubMed PMID 41972685).
Una revisione narrativa sul gut-skin axis nella psoriasi riporta la riduzione di Faecalibacterium prausnitzii e l’aumento di Prevotella copri come alterazioni ricorrenti del microbiota intestinale in questi pazienti (PubMed PMID 40504322).
Un lavoro sull’asse intestino-cervello-pelle descrive come l’aumentata permeabilità intestinale consenta il passaggio di lipopolisaccaride nel circolo sistemico, con un ruolo nell’attivazione immunitaria cutanea e nelle comorbidità neuropsichiatriche associate alla psoriasi (PubMed PMID 41568321).
Una rassegna sulle strategie terapeutiche basate sul microbiota discute probiotici, prebiotici, sinbiotici e trapianto di microbiota fecale come interventi in fase di studio per la modulazione dell’asse intestino-pelle nella psoriasi (PubMed PMID 41425939).

Indagare l’asse intestino-pelle con la diagnostica molecolare

Per il medico che segue un paziente con psoriasi refrattaria o a riacutizzazioni ravvicinate, la valutazione del microbiota intestinale rappresenta un tassello diagnostico complementare alla gestione dermatologica, utile a inquadrare il paziente in un’ottica sistemica anziché puramente cutanea. Il profilo del microbiota intestinale consente di rilevare gli squilibri di composizione batterica associati alla condizione, mentre la valutazione della zonulina fecale fornisce un’indicazione diretta sullo stato della permeabilità intestinale. Entrambi i parametri, letti insieme al quadro clinico, permettono di impostare un percorso di approfondimento mirato.

Il test Gut Screening® analizza la composizione del microbiota intestinale attraverso un kit di autoprelievo che viene inviato direttamente a domicilio. Per i casi in cui il quadro clinico faccia sospettare, come nella psoriasi, un coinvolgimento della barriera intestinale, è disponibile la variante Gut Permeability, che al pannello standard aggiunge la misurazione della zonulina fecale e delle IgA secretorie, offrendo un’indicazione diretta sull’integrità della mucosa e sulla funzionalità del sistema immunitario intestinale.

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