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Batteri Clostridi: amici o nemici

Batteri Clostridi: amici o nemici

Torniamo a parlare dei clostridi, batteri spesso responsabili di infezioni e intossicazioni che se non curate in tempo e in modo efficace possono diventare pericolose

I batteri Clostridi appartengono al Phylum dei Firmicutes. Di che genere di microrganismi si tratta?

In realtà, ce ne sono diversi tipi, perché abbiamo visto come sia complessa la classificazione di ogni ceppo batterico. Stiamo parlando di un microrganismo che visto al microscopio appare con una tipica forma a fuso o bastoncello, anaerobo, per lo più sporigeno, ovvero in grado di produrre spore. In natura esistono tantissime specie di Clostridi che “abitano” più o meno dovunque: nella terra, nelle acque, nel corpo di animali, e nel nostro intestino. Ci sono Clostridi “buoni”, e Clostridi “cattivi”, ove l’attribuzione all’una o all’altra categoria va vista esclusivamente in termini di patogenicità per l’essere umano. Alcuni Clostridi molto aggressivi entrano nel corpo umano per più dall’esterno.

Un caso per tutti: il Clostridium difficile, che può causare una grave forma di diarrea emorragica, viene spesso contratto durante le degenze ospedaliere. Il Clostridium butyricum è invece un esempio di Clostridio intestinale assai benefico per noi, che può però trasformarsi in una minaccia. Nelle sue forme non patogene è considerato un buon probiotico con azione protettiva delle mucose intestinali, ma in altri casi può portare alla formazione di tossine infettive sia a livello solo enterico che sistemico, così come enzimi o altre molecole pericolose.

Ciò che sappiamo, è che la maggior parte delle specie di Clostridi è presente nella flora batterica degli esseri umani fin dalla nascita o dalla più tenera età. Ciò che, invece, è più difficile da chiarire, è capire quali siano esattamente i fattori che portano questi batteri “sulla cattiva strada”. In generale, ecco cosa fanno per noi, le diverse specie di Clostridi commensali che abitano i nostri intestini:

  • Svolgono azione immunomodulante e antinfiammatoria (ad esempio con funzione probiotica proteggono dalla colite)
  • Svolgono azione digestiva. Essi, e i loro metaboliti enzimatici, si occupano di attivare processi di fermentazione di sostanze alimentari tra cui carboidrati, proteine, acidi grassi a catena corta, acidi organici e rilasciare in cambio acido acetico, acido propionico, acido butirrico, nonché sostanze solventi come l’acetone e il butanolo a loro volta coinvolti in funzioni indispensabili tra cui la formazione degli acidi biliari nell’ileo e nel colon.

A seconda del loro “grado” di attività e della capacità del sistema immunitario di contenere la concentrazione dei Clostridi nel range ottimale, questo ceppo batterico non solo non ci crea disturbo, ma ci è utile nelle funzioni che abbiamo brevemente elencato. Ma cosa accade se una o più specie di Clostridi diventa aggressiva, producendo un eccesso di fermentazione intestinale, una eccessiva produzione di acidi, e infine una incontrollata produzione di spore/tossine? O se, più comunemente, a causa di una disbiosi intestinale e quindi una mancata azione antinfiammatoria dei batteri (tra cui i clostridi “buoni”), Clostridi patogeni scatenano un’infezione?

Tenete a mente tre specie di Clostridi davvero molto pericolosi per la salute:

Il Clostridium perfringens: in grado di produrre 4 tipi di tossine che infiammano l’intestino da un grado lieve (il più comune) fino a casi molto severi (enterite necrotizzante) e persino mortali. Comunemente entra nel corpo attraverso cibi contaminati.

Il Clostridium difficile: causa, o può causare, una forma particolarmente debilitante di colite, detta pseudomembranosa, con diarrea grave, nausea, inappetenza, perdita di peso e prostrazione generale. Spesso le tossine del Clostridium difficile che infiammano l’intestino vengono liberate dopo terapie antibiotiche. Proprio l’eliminazione di molti ceppi batterici commensali, quindi “buoni”, come effetto collaterale dell’assunzione di antibiotici, può causare una disbiosi grave con proliferazione di batteri “cattivi”.

Il Clostridium botulinum: alcune delle tossine prodotte da questo batterio possono causare il botulismo, un’infezione estremamente severa che se non diagnosticata in tempo può portare alla morte. Questo batterio produce neurotossine che una volta introdottesi nel sistema nervoso, ne provocano gravi alterazioni fino alla paralisi generale. Il Clostridium botulinum si sviluppa per lo più in cibi mal conservati e si trasmette con l’assunzione degli stessi, ma i sintomi possono comparire anche molti giorni dopo il pasto incriminato.

Per quanto riguarda il Clostridium tetani, sebbene agente patogeno di una malattia terribile come il tetano, rappresenta una minaccia minore perché abbiano contro di “lui” la potente arma del vaccino, obbligatorio dal 1963 per tutti i bambini, e in generale (tramite richiamo), per categorie professionali particolarmente esposte al contatto con questo microbo.

Una delle ragioni per cui dovremmo curare moltissimo il nostro benessere intestinale e prevenire episodi di disbiosi, o intervenire subito in caso di sintomi da sub-infiammazione intestinale, è quella di proteggerci da forme gravi di infezioni e intossicazioni batteriche da batteri Clostridi. Più è in salute il microbiota, meglio reagisce a qualunque intrusione esterna o aggressività interna supportando il sistema immunitario nel modo migliore. Sintomi neurologici cronici, sbalzi d’umore, dolori aspecifici, emicrania, fibromialgia, possono, infatti, avere origine nell’intestino, il nostro sistema nervoso enterico.

Quali test consigliamo di eseguire

In caso di sintomatologia dubbia consigliamo di eseguire i test contenuti nel pacchetto PROFILO METABOLOMICO + GUT SCREENING.

Si tratta di un pacchetto esami che proponiamo proprio per consentire una valutazione approfondita delle condizioni dell’intestino unita all’analisi delle tossine batteriche e fungine e a un controllo dei valori nutrizionali che esprimono carenze vitaminiche o di antiossidanti.

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