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Disturbi neurologici e micotossine

Disturbi neurologici e micotossine

Perché ogni infezione che si verifichi a livello intestinale può potenzialmente perturbare anche le funzioni cerebrali

Il problema di alcune famiglie di funghi nella loro forma patogena, è che rilasciano le micotossine, sostanze tossiche, potenzialmente pericolose, che attraverso il sistema nervoso o il sangue possono “viaggiare” nel corpo e andare a provocare disturbi in zone molto lontane dalla “pancia”. Ad esempio, il cervello. Proprio per il percorso preferenziale e privilegiato che collega sistema nervoso enterico e sistema nervoso centrale, appare chiaro come qualunque infezione si verifichi a livello intestinale possa perturbare anche le funzioni cerebrali, sia quelle prettamente mentali-cognitive, che quelle legate alla sfera dell’umore e delle emozioni.

Ma uno dei primi effetti indotti dalle micotossine, è l’alterazione del microbiota intestinale con conseguenza immaginabili sull’equilibrio di questo delicato ecosistema. Le sue funzioni principali, tra cui quella immunitaria, ne vengono danneggiate. La disbiosi fungina può avere molte cause, ad esempio può innescarsi dopo terapie antibiotiche che abbiamo compromesso l’equilibrio tra microrganismi commensali favorendo i funghi “cattivi” a danno dei batteri “buoni”.  Può dipendere da stati di stress prolungati, diete sbilanciate o assunzione di cibi mal conservati, o manifestarsi dopo viaggi in Paesi con alimentazione e microclimi molto diversi dal nostro.

Non sempre e non solo le micosi fungine si innescano a partire da miceti commensali “trasformati” in funghi patogeni. I miceti o anche le sole micotossine possono, ad esempio, arrivare al corpo da fonti diverse rispetto al cibo, semplicemente attraverso l’aria che respiriamo (è il caso dell’Aspergillus), il contatto con persone o luoghi a rischio di contaminazione, o anche durante ricoveri ospedalieri.

Avere un sistema immunitario debilitato – magari proprio per “colpa” di una micosi – a sua volta rende l’organismo particolarmente vulnerabile all’azione tossica delle micotossine che possono diffondersi e infettare più organi. Come appare evidente, quindi, per prevenire sia le micosi che la contaminazione da micotossine occorre stare molto attenti a cose come la conservazione dei cibi, la sanificazione di ambienti e di impianti di aerazione, l’igiene, la dieta, le cure farmacologiche (antibiotiche in particolare) e via discorrendo. Ma anche sottoporsi ad esami e analisi può fornire informazioni utilissime a scopo preventivo.

Candidosi e disturbi neurologici

Sapevi che un test delle urine può dirti se la tua microflora intestinale è alterata, e se hai una proliferazione fungina in corso? Ma prima di arrivarci, torniamo alle micotossine e alle interazioni con il sistema nervoso.

Cosa c’entra, ad esempio, la candidosi intestinale con i disturbi neurologici? Come sai, la candidosi può presentarsi in tutte le mucose del corpo, non solo quella dell’intestino, e in generale non viene considerata una infezione preoccupante. Noiosa, recidivante, sgradevole, ma non certo pericolosa per la salute in generale. Eppure, anche una candidosi può diventare una minaccia per la nostra salute mentale. Diversi studi hanno evidenziato come esista una particolare predisposizione delle donne con una storia di infezioni da lieviti (in particolare candidosi intestinale e vaginale recidivante) a disturbi neurologici quali cefalea/emicrania e deficit di memoria.

Altri studi da approfondire rilevano anche un collegamento tra tendenza alla candidosi e malattie mentali serie come la schizofrenia e il disturbo bipolare. In generale, quello che ci deve interessare è sapere che l’infezione da candida può “disturbare” il sistema neuroendocrino e la chimica del cervello, interferendo con le sue normali funzioni e generando una serie di sintomi che possono presentarsi in forma lieve o più seria. Le micotossine prodotte da una proliferazione patogena della Candida, in particolare le gliotossine, diffondendosi nel sangue, possono inoltre arrivare alle ghiandole endocrine, generando disfunzioni come l’ipertiroidismo, al cervello causando sintomi ansioso-depressivi e deficit cognitivi, all’apparato digerente causando problemi di malassorbimento e conseguenti carenze nutrizionali o forme gravi di intolleranza alimentare (ad esempio la celiachia), e alle vie respiratorie inducendo asma e polmoniti. In casi estremi si parla di candidosi sistemica, una condizione estremamente grave ma, per fortuna, anche assai rara.

Il caso della muffa Aspergillus

Discorso a parte per la muffa Aspergillus. Le sue micotossine – dette aflatossine – sono soprattutto pericolose per il fegato, tanto che vengono considerate cancerogene. L’aspergillosi è un’infezione che può diventare molto seria, soprattutto nei soggetti immunodepressi, ma che per lo più dipende da una contaminazione dell’aria o dall’assunzione di cibi mal conservati, soprattutto cereali. Questo perché stiamo parlando di muffe. La presenza di Aspergillus nel corpo non deve quindi spaventarci oltre misura, dato che nella maggior parte dei casi si tratta di miceti che non ci creano problemi perché commensali. Se, però, uno squilibrio determinato, ad esempio, da una cura antimicotica contro la Candida stessa, o antibiotica va a stimolare la proliferazione dell’Aspergillus intestinale, ecco che si può innescare un’aspergillosi potenzialmente in grado di diffondersi oltre l’intestino.

La principale fonte di contaminazione da Aspergillus, come abbiamo visto, è però l’aria, e in questo caso le spore, entrando dal naso o dalla bocca, possono infettare soprattutto alle orecchie, il naso, i bronchi e i polmoni. Non possiamo prevenire tutte le infezioni fungine, ma possiamo curarle a dovere diagnosticandole precocemente e proteggendo, soprattutto durante la terapia antimicotica, l’equilibrio del nostro microbiota. È da lui, infatti, che dipende la capacità del sistema immunitario di proteggerci dai microrganismi patogeni e di impedire che le micosi si cronicizzino e si diffondano.

Per sapere se siamo a rischio di candidosi e aspergillosi, ci basta un test delle urine.

Candida e Aspergillus: scopri con un test se sei a rischio micosi

In presenza di sintomi tipici di una micosi intestinale da Candida quali:

  • Alterazione della motilità intestinale
  • Dolore e gonfiore addominale
  • Difficoltà digestive
  • Perdite intime sgradevoli (valido per le donne)
  • Comparsa di eczemi cutanei
  • Prurito
  • Sintomi neurologici aspecifici quali mal di testa, difficoltà di concentrazione, vuoti di memoria e sintomi ansioso-depressivi

Nonché in presenza di sintomi, anche vaghi o lievi, tipici di un’Aspergillosi, quali:

  • Disturbi respiratori e/o dispnea (fiato corto)
  • Asma
  • Sinusite
  • Otite
  • Dolori toracici
  • Febbre o febbricola
  • Tosse

Occorre sottoporsi a controlli ed esami. Un test delle urine approfondito con analisi della microflora intestinale e specifici markers per funghi e lieviti è il modo meno invasivo, più rapido ed efficace per capire se nel nostro corpo c’è una proliferazione fungina e se, quindi, si è innescata una micosi. L’analisi degli acidi organici che ci fornisce un profilo nutrizionale e metabolico completo rappresenta lo strumento migliore anche per il nostro MMG o per gli specialisti che ci hanno in cura, per farsi un’idea generale del nostro stato di salute, inclusa la funzionalità intestinale, la qualità del microbiota e le eventuali disbiosi.

 

Fonti

https://www.my-personaltrainer.it/benessere/aspergillus.html
https://www.hotzehwc.com/blog/anxiety-depression-yeast-could-be-the-culprit/
http://www.amcli.it/wp-content/uploads/2015/10/Percorso_finale.pdf
https://www.recentiprogressi.it/archivio/2296/articoli/24680/
https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/aflatossine-muffe-alimenti
https://microbiomejournal.biomedcentral.com/articles/10.1186/s40168-021-01024-x
https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fmicb.2019.01575/full
https://bodyecology.com/articles/candida-impact-mental-health-memory/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7761905/#:~:text=Because%20mycotoxins%20are%20mainly%20present,microbiota%20interactions%20(Figure%201).
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4367209/#:~:text=The%20gut%2Dbrain%20axis%20(GBA,microbiota%20in%20influencing%20these%20interactions.
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1438422121000199
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2779002/
https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/17562848211047130
https://academic.oup.com/femsre/article/41/4/479/3738183
https://www.amymyersmd.com/article/brain-fog/
https://www.medicalnewstoday.com/articles/324106
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5874636/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5411236/

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