Salta al contenuto
Carenza di glutatione: che fare

Carenza di glutatione: che fare

Sintomi, condizioni e fattori di rischio: perché verificare una carenza di glutatione

Abbiamo scoperto come una carenza di glutatione, o meglio, un rapporto inverso tra glutatione ossidato e glutatione attivo, sia deleterio per la nostra salute. Eppure, abbiamo anche visto che una decrescita fisiologica si attesta con l’età che avanza. Fisiologica non significa, però, inevitabile!

Tuttavia, esistono condizioni e fattori di rischio che possono compromettere la produzione endogena di glutatione da parte del nostro fegato e che sono indipendenti dalla nostra età anagrafica. Ad esempio, a causa di una mutazione genetica che inibisce la sintesi del glutatione a partire dal suo enzima glutatione sintetasi. Questa è una malattia genetica ereditaria – chiamata aciduria piroglutammica – che si manifesta come anemia emolitica e acidosi metabolica, causando disturbi neurologici e vulnerabilità alle infezioni batteriche, e che può essere classificata come lieve, moderata o severa a seconda della gravità dei sintomi. Fa quindi parte di un gruppo di malattie metaboliche rare di cui non parleremo in questo approfondimento.

Altre situazioni più comuni in cui si può verificare una carenza di glutatione sono quelle in cui il corpo si trova in uno stato di intossicazione. Da metalli, da farmaci e/o sostanze chimiche e stupefacenti, da alcol, da radiazioni, da esposizione ad agenti inquinanti di vario tipo. In questi casi tutto il glutatione prodotto dal fegato viene usato per tentare di eliminare tali sostanze velenose, e non ne rimane a sufficienza per le necessità degli altri organi. Altri fattori di rischio che possono comportare un pericoloso calo di glutatione sono infezioni acute e sistemiche, interventi chirurgici e ustioni, ovvero tutte quelle condizioni in cui il sistema immunitario è messo a dura prova e risulta fortemente indebolito. Inoltre, attenzione anche alle carenze nutrizionali. Abbiamo visto come piccole quantità di glutatione si trovino in molti frutti e ortaggi freschi. Ma per noi è più importante assumere quei cibi che contengono gli aminoacidi che il nostro corpo usa per sintetizzare il glutatione. Parliamo quindi di cisteina, glutammato e glicina, più lo zolfo. Dove li troviamo? Facilmente nella carne di pollo, di manzo, nelle frattaglie, e nel pesce.

Ma come facciamo a capire se abbiamo un deficit di glutatione? In realtà non è semplice. Grossi deficit comportano condizioni di grave rischio per la salute, e sono conseguenti alle condizioni patologiche serie che abbiamo visto. Ma teniamo presente che:

  • Dopo i 45 anni, tutti osserviamo un calo nella produzione endogena di glutatione.
  • Brutte abitudini quali fumare, bere troppo, essere sedentari, esporsi al sole senza adeguata protezione solare o svolgere lavori che ci pongono a contatto con sostanze nocive possono anticipare e aggravare questo calo fisiologico.

Come facciamo a correre ai ripari? Innanzi tutto, come vedremo, dovremmo sottoporci ad opportuni test ed analisi per capire quali siano i nostri livelli di glutatione. A seconda dell’esito, della nostra età e delle nostre condizioni generali di salute, il nostro MMG, o lo specialista che ci segue, possono decidere di prescriverci o consigliarci un’integrazione di solo glutatione, o di glutatione con altre vitamine.

Come affrontare una carenza di glutatione

Ci sono diversi modi attraverso cui si può somministrare il glutatione di sintesi qualora venisse riscontrata una reale carenza. Se, ad esempio, questo deficit è secondario rispetto ad altre patologie primarie che siano già state diagnosticate e prevedano delle cure farmacologiche importanti, la somministrazione viene fatta direttamente in vena per ottenere un’efficacia assoluta e immediata. Questo tipo di trattamento si effettua con buoni esiti ad esempio sui pazienti oncologici (che siano curati con chemioterapia), e parkinsoniani per neutralizzare o almeno limitare gli effetti tossici delle terapie farmacologiche. Il glutatione può essere assunto anche per via inalatoria, attraverso spray nasali, soprattutto per il trattamento di patologie polmonari tra cui la fibrosi cistica. Attenzione: stiamo sempre parlando di terapie che devono essere prescritte, dosate e monitorate da medici per la gestione e il trattamento sintomatico di malattie importanti.

Veniamo, infine, alla modalità più semplice di assunzione del glutatione: quella orale. Gli studi hanno evidenziato come l’assorbimento degli integratori a base di glutatione sia complicata dal fatto che i nostri enzimi digestivi tendono a distruggerne i principi attivi prima che possano arrivare nel sangue. La tipologia più efficace di supplementi di glutatione in commercio sono quelli cosiddetti liposomiali. Il glutatatione liposomiale consiste quindi in “perle” nelle quali uno strato di sostanze altamente biodisponibili avvolgono e proteggono sostanze più delicate dalla corrosione degli acidi gastrici come, appunto, il glutatione di sintesi. Prima, però, di assumere qualunque tipo di integratore, anche il più apparentemente “innocuo” e benefico, è opportuno parlarne con il proprio medico/specialista di riferimento ed evitare il pericoloso fai da te. Il glutatione di sintesi può infatti dare effetti collaterali, ed è importante essere sempre molto prudenti.

Chiarito questo, possiamo comunque fare tanto per stimolare il nostro corpo a produrre più glutatione endogeno. Ad esempio assumendo più cibi che contengono, come abbiamo visto, i tre aminoacidi e lo zolfo che servono al fegato per “costruirlo”. Anche seguire una dieta ricca di vitamina C è utile, così come limitare o eliminare le sostanze che ci intossicano, tra cui il fumo, l’alcol in eccesso, i farmaci da banco non necessari eccetera. Fare più moto e proteggerci dal sole in estate sono altre ottime strategie “salva glutatione”.

Vorresti sapere quanto glutatione produci? Il nostro consiglio

Per verificare i tuoi livelli di glutatione, puoi semplicemente con un test delle urine effettuare  l’analisi degli acidi organici, del profilo nutrizionale e metabolico completo. Con questo test saranno analizzati 66 metaboliti urinari e potrai ottenere una panoramica completa dei tuoi valori nutrizionali, verificando eventuali carenze di vitamine e antiossidanti. Un test completo che permetterà al tuo medico di avere una varietà di dati fondamentale per personalizzare il piano di cura.

Contatti

Il Laboratorio Analisi Val Sambro è aperto dal lunedì al venerdì, consulta tutti gli orari dei nostri servizi. Scrivici o chiamaci per maggiori informazioni, siamo a tua disposizione.

Iscriviti per ricevere notizie, webinar e aggiornamenti

VAL SAMBRO ®

LABORATORIO ANALISI INNOVATION RESEARCH

Via Cairoli, 2 - 40121 - Bologna
P.IVA 01546951201
REA BOLOGNA 344234
Tel: 051.240218 - 348.7127615  
Fax: 051.241330
Email: valsambro@valsambro.it
Pec: info@pec.valsambro.it

Direttore Sanitario Laboratorio
Dott. Alberto Santini
Email: alberto.santini@valsambro.it
Direttore Sanitario Poliambulatorio
Dott. Cocchi Daniele
Email: doctor.bo@libero.it

DPO
Avv. Laura Lecchi
Via de’ Carbonesi, 23 – 40123 Bologna
C.F. LCCLRA73H52F205W
P.Iva 02093901201 avv.lauralecchi@ordineavvocatibopec.it

Sito web: versione beta 1.0