Sempre più persone, per risolvere piccoli disagi, malattie croniche o anche davanti a diagnosi di patologie importanti come il cancro, ricorrono alle cosiddette “terapie alternative” quali la naturopatia, l’agopuntura, la MTC (Medicina Tradizionale Cinese), l’osteopatia, le tecniche di meditazione e tante altre. Tutti questi strumenti, nella maggior parte dei casi, vengono affiancati, all’inizio, alle cure convenzionali; con le quali, se i suggerimenti sono dati da personale formato e competente, non vanno in contrasto, anzi, possono essere utilizzati per creare una sinergia efficace.

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In diversi paesi che non sono il nostro, queste cure alternative, che osservano e offrono al cliente un'assistenza a 360 gradi con suggerimenti anche sull’alimentazione ottimale e lo stile di vita, sono riconosciute e rimborsate quanto meno da assicurazioni private, facilitando la possibilità di ricorrervi, anche in parallelo e concomitanza di terapie convenzionali.

Esistono diversi studi, ad esempio negli Stati Uniti, che sono in grado di valutare e comparare gli effetti dell’introduzione di trattamenti alternativi quali l’agopuntura, la fitoterapia e micoterapia, gli oli essenziali, o gli integratori vitaminici, prebiotici e/o probiotici nell’uso quotidiano di pazienti anche oncologici.

Negli studi in questione emerge che il miglioramento dello stile di vita in generale, la detossificazione dell'intero corpo, lo studio di un'alimentazione calibrata e personalizzata sono sempre più ricercati ed apprezzati.

Sempre più persone sono consapevoli ed informate su quanto il processo di infiammazione sistemica sia alla base della maggior parte delle problematiche fisiche e biochimiche del loro corpo, sono altresì consapevoli che questo processo infiammatorio dipende da uno stile di vita e da un'alimentazione, oltre che mentale ed emotivo, disequilibrato ed inefficiente per la manutenzione in salute dell’intero sistema.

Dagli studi effettuati negli Stati Uniti emerge anche che i costi delle cosiddette “medicine alternative” sono, per il sistema sanitario, assai limitati: i costi sono sostenuti dalla persona o da assicurazioni private. Una considerazione che va fatta nel lungo termine è che il costo sociale ed ambientale di queste “terapie non convenzionali” diminuisce sempre più.

Le persone che imparano ad alimentarsi bene, a ricercare alimenti di qualità, ad applicare tecniche quali la meditazione per ridurre il carico di stress, l’insonnia o la depressione hanno sempre meno bisogno anche, nel lungo periodo, di integratori e probiotici; si ammalano sempre di meno (incidendo quindi sempre meno sulla sanità ubblica); contribuiscono a sostenere la produzione ed il mercato di prodotti eco-sostenibili (diminuendo quindi l’impatto negativo ambientale); maturano un atteggiamento più positivo nei confronti della vita e delle persone (migliorando la qualità sociale).

In Italia, nonostante il cammino di riconoscimento delle cosiddette “medicine non convenzionali” sia ancora lento, esiste una Neo-nata scuola di Medicina Sistemica, alcuni centri, Laboratori Analisi privati all’avanguardia, operatori olistici (medici e non) preparati e competenti. Possiamo comunque sfruttare anche noi, se lo vogliamo queste possibilità.