Già alcuni anni fa (nel 2013) era stato lanciato dalla SIN (Società Italiana Neonatologia) un primo allarme sulla comparsa sempre più evidente di batteri antibiotico-resistenti anche nei neonati.

La trasformazione dell’approccio attuale al batterio ed il conseguente uso degli antibiotici anche quando non strettamente necessario è uno degli obbiettivi della neonatologia del futuro.

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E’ ormai evidente che i ceppi batterici antibiotico-resistenti si iniziano a formare nel momento stesso in cui iniziamo ad usare un antibiotico; il motivo è presto detto: i batteri, seppur microscopici, sono esseri viventi. Come tali, quindi, regolati dalle stesse regole di sopravvivenza della specie che è tipica di tutti gli esseri viventi.

Sono sempre più i casi in cui la resistenza è a tutti gli antibiotici disponibili. Poco più di 1/3 dei decessi in età neonatale deriva da patologie infettive, ma non si sa ancora quante di queste determinate da ceppi batterici antibiotico-resistenti.

Uno studio americano recentissimo (Clock e coll.2016) ha evidenziato che circa 1/10 di 1320 neonati presi in esame e ricoverati in terapia intensiva erano portatori sani di microrganismi resistenti agli antibiotici.

Le riflessioni della SIN portano quindi a diverse conclusioni, la prima fra tutte è che occorre concentrarsi di più sulla prevenzione; diminuire i contagi dalle infezioni batteriche diminuisce, gioco forza, l'utilizzo degli antibiotici.

Si chiede anche alle case farmaceutiche di investire sulla ricerca di nuove molecole da utilizzare nei casi in cui la malattia lo rende strettamente necessario.

Si chiede ai medici di educare alla prevenzione delle infezioni batteriche e al corretto uso degli antibiotici.

Si propone di istituire, all'interno delle strutture pubbliche, dei gruppi di esperti e specialisti di diverse branche della medicina a disposizione dei pediatri e medici in genere, che possano assistere e consigliare come iniziare, interrompere e proseguire la giusta terapia antibiotica per ogni caso.

I casi di germi resistenti riguardano diverse tipologie di batteri finora riscontrati:

  • staffilococco aureo
  • pseudomonas auroginosa
  • Klebsiella
  • E. Coli
  • Enterobacter
  • Acinetobacter

In taluni casi alcuni di essi sono risultati resistenti a tutti gli antibiotici in commercio. Il contagio avviene spesso anche nelle strutture ospedaliere, di ospedale in ospedale e si diffonde tra tutta la popolazione. Perchè negli ospedali? perchè c'è una maggior concentrazione di persone malate e lì vengono isolati la maggior parte di ceppi batterici, soprattutto in concomitanza di epidemie.

La prima norma efficace per evitare le infezioni batteriche è il lavaggio delle mani; tutte le volte che si va in bagno, prima di ogni pasto, prima di occuparsi del neonato o di una persona ammalata, dopo essersi occupati di loro.

L'allarme è stato lanciato dalla Società Italiana Neonatale, ma riguarda tutti.