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Microbiologia

Tutte le volte che il contenuto intestinale staziona in maniera scorretta (stipsi) o transita troppo rapidamente (diarrea) induce la produzione di sostanze tossiche che vengono assorbite ed entrano in circolo. L’autointossicazione è una delle principali cause dell’insorgere di molte malattie croniche e degenerative.

Il corpo umano metabolizza i nutrienti in vari e differenti modi, fra i prodotti intermedi e finali, spesso ci sono sostanze altamente tossiche che possono indurre degenerazioni cellulari e necrosi.
È evidente quindi che la dieta e la composizione batterica della flora intestinale giocano un ruolo fondamentale. Per esempio ogni proteina animale complessa induce la proliferazione di batteri capaci di digerire questo tipo di sostanza ma gli stessi, che vivono in assenza di ossigeno, producono metaboliti finali della loro “attività’’ biochimica, che sono tossici (ammoniaca, indoli, scatoli, cadaverine, putrescine) responsabile dell’odore delle feci.

La tossiemia intestinale è abitualmente accompagnata da sintomi quali: id-8-microbiologia3.jpg

  • Astenia
  • Fatica cronica
  • Disordini ormonali
  • Disturbi circolatori
  • Cefalee
  • Dolori articolari e muscolari
  • Asma
  • Allergie
  • Disordini immunitari

Si rende quindi necessaria un’indagine approfondita sulla composizione della flora intestinale e sulla presenza di batteri o funghi patogeni a bassa carica capaci tramite le loro tossine di attivare la risposta immunitaria in maniera scorretta.
Lo studio dinamico e l’osservazione scientifica, i mezzi tecnologici e innovativi che Valsambro attualmente possiede, insieme con la grande esperienza di personale altamente qualificato può fornire importanti indicazioni per una corretta strategia terapeutica, nutrizionale, nutraceutica e comportamentale per affrontare con successo moltissime malattie ed essere un efficace strumento per il mantenimento di una buona salute.


Lipidomica di membrana

Lipidomica: stato infiammatorio e difesa immunitaria seguite tramite marcatori molecolari

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È ormai nota da molti anni nel panorama della letteratura internazionale, l’evidenza che un’alterata risposta infiammatoria ed immunitaria a livello intestinale può essere ricondotta a squilibri cellulari, per esempio delle cellule epiteliali coinvolte nella formazione della barriera intestinale [1]. Anche la composizione degli acidi grassi delle cellule immunitarie influenza la loro funzione [2].Gli acidi grassi sono stati evidenziati come importanti marcatori molecolari; ad esempio:

  • Acido arachidonico, produttore di eicosanoidi, con un ruolo rilevante nei processi infiammatori e di regolazione delle funzioni dei linfociti T e B;
  • Acidi grassi omega-3 come EPA e DHA che portano alla formazione di vari mediatori, come le Resolvine ad opera di enzimi specifici [2,3].

L’apporto di acidi grassi polinsaturi omega-3 così come la necessità di ritornare ad un rapporto omega-6/omega-3 più fisiologico (4-5/1) rispetto a quello fornito dalla dieta Occidentale (20-16/1) sono fattori nutrizionali di importanza indiscussa [4]. Difatti, il maggiore apporto della pista omega-6 dà luogo all’attivazione della pista stessa, con prevalenza di stimoli provenienti dai mediatori corrispondenti che possono procurare un incremento dello stato infiammatorio.

Il monitoraggio fornito dall'analisi lipidomica di membrana cellulare viene eseguito sul globulo rosso matur. L'analisi lipidomica di membrana è uno strumento diagnostico innovativo per la determinazione della quantità e qualità di molecole lipidiche che sono indispensabili alla segnalazione e difesa cellulare, e nel caso di sbilanciamento individua anche la strategia personalizzata mirata al ripristino dell’equilibrio, riduzione dello stato infiammatorio e ripresa delle funzionalità ottimali.

id-8-mappa concettuale.PNGFigura 1. Rappresentazione dei meccanismi con cui un alterato apporto di
acidi
grassi può influire sulla risposta immunitaria

Nel FLOGOGUT la membrana eritrocitaria consente la rilevazione dei livelli di marcatori tra cui:

  • Acido palmitico (acido grasso saturo) considerando l’ottimale equilibrio per la risposta dei recettori Toll-like.
  • DGLA e acido arachidonico, acidi grassi omega-6, per valutare lo stato delle segnalazioni difensive ed infiammatorie.
  • Rapporto omega-6/omega-3 per constatare lo stato nutrizionale ed impostare un bilanciamento in modo personalizzato.

La combinazione tra Gutscreening e Lipidomica permette di ottenere il pannello diagnostico Flogogut e di mettere in atto per ciascun paziente una strategia composta da 20 giorni di trattamento per il microbiota e 3 mesi di riequilibrio lipidomico.


Bibliografia

[1] Roda G, et al. Intestinal epithelial cells in infiammatory bowel diseases - World journal of Gastroenterology, 2010
[2] Calder P.C. The relationship between the fatty acid composition of immune cells and their function - Prostaglandins, Leucotriens and Essetial Fatty Acid, 2008
[3] Calder P.C. Immunomodulation by omega-3 fatty acids - Prostaglandins, Leucotriens and Essetial Fatty Acid, 2007
[4] Simopoulos A.P. Omega-3 fatty Acids in Infiammation and Autoimmune Disease - Journal of American College of Nutrition, 2002
[5] Wolowczuk I. Feeding our Immune System: Impact on Metabolism - Clinical and Developmental immunology, 2007