Questi parassiti ematofagi si nutrono di sangue dagli animali a sangue caldo (uomo compreso); sono di diverse specie, ma soprattutto possono essere portatori di infezioni spiacevoli, causa di malattie infettive più o meno riconoscibili, ma che portano disagi anche gravi; a volte già nel breve tempo…altre volte nel lungo periodo. Le zecche si propagano portate in volo dagli uccelli, trasportate dai piccoli orditori o, più spesso, dagli ungulati (cervi, caprioli ed affini); veicolate nelle abitazioni domestiche anche tramite i nostri amici pelosi.

Come possono trasmettere infezioni? Il loro pasto si completa in due fasi: nella prima succhiano il sangue dell’animale ospite – al termine del pasto rigurgitano in circolo i loro liquidi digestivi. Ecco che in questo modo diventano dei veri e propri ‘corrieri’ che caricano e scaricano, trasferendo da un soggetto all’altro, così come gli insetti impollinatori fanno con i fiori.

Dove si trovano le zecche? Sicuramente in tutti gli ambienti dove roditori ed animali selvatici sono soliti essere di passaggio, nei boschi,  dove c’è vegetazione, dove, insomma, c’è cibo per loro.

In Italia, le cosiddette zone ‘endemiche’(dove cioè la percentuale di zecche infette è più alta) vanno dalle alpi, lungo la pianura padana e l’alto appennino fino alla provincia di Arezzo e inizio Lazio…

Cosa possono portare le zecche? Le infezioni batteriche più frequenti sono:

  •          Borrelia Burgdoferi (borelliosi di Lyme) - trasportata particolar modo dalla zecca del cervo Ixodes dammini (USA) e dalla Ixodes ricinus (Europa).
  •          Ehrilchia & Anaplasma - Ad oggi sono state identificate cinque specie in grado di infettare gli esseri umani e, tra queste, tre (Anaplasma phagocytophilum, Ehrlichia chaffeensis e Ehrlichia ewingii) sono state caratterizzate clinicamente
  •          Bartonella henselae e Bartonella quintana. Le infezioni persistenti negli esseri umani e negli animali domestici e selvatici costituiscono una riserva sostanziale di organismi Bartonella in natura, la quale può a sua volta risultare in una fonte di infezioni accidentali per gli esseri umani.
  •          Babesia microti - costituisce una delle più comuni infezioni parassitarie degli animali selvatici a livello globale
  •          Mycoplasma – Ne sono state identificate diverse specie; sono batteri endocellulari.
  •          Yersinia – proviene in particolar modo dai roditori, più difficilmente da altri mammiferi.

Spesso, un individuo adulto può essere portatore di diversi tipi di batteri, che causano quindi delle co-infezioni, le quali, a loro volta, possono ‘slatentizzare’ (quindi rendere attive) infezioni dormienti anche di tipo virale con cui l’organismo è entrato in contatto, ma per le quali può non avere mai manifestato la malattia (vedi il Varicella Herpes Virus, della famiglia degli Zoster – o L’Epstein Barr Virus, della Mononucleosi).

Le infezioni e co- infezioni da parassiti ematofagi come le zecche (in alcuni casi anche tafani) si diffondono spesso in tutto l’organismo e si possono manifestare con dolori anche migranti che vengono sovente diagnosticati come Fibromialgia, Artrite Reumatoide. Possono portare anche difficoltà di memoria, scarsa concentrazione, perdita di lucidità mentale fino a comportamenti di tipo schizofrenico.

Come è possibile prevenirle? Sicuramente, occorre andare per boschi con indumenti adeguati, che ci proteggano e non lascino pelle esposta all’attacco degli ematodi; occorre ispezionare bene la superficie corporea ed i vestiti al ritorno dalle nostre escursioni in natura per evitare di portarceli in casa; se abbiamo animali domestici occorre ispezionare anche loro; se ci troviamo zecche attaccate in qualsiasi parte del corpo non affidiamoci al fai-da-te, ma andiamo in ospedale e facciamocela staccare da personale esperto, che potrà anche consigliare una terapia antibiotica d’attacco per scongiurare fin da subito eventuali infezioni.

Esistono test speciifici? Le infezioni e co- infezioni possono essere diagnosticate in diversi modi: a seconda che il morso sia recente o passato le metodiche sono diverse. Se anche non abbiamo memoria del morso (almeno il 40% dei pazienti affetti da Lyme non ha memoria di essere stato morso da una zecca) possiamo verificare l’infezione anche a distanza di molto tempo con test specifici che sono in grado di individuare anche le infezioni batteriche endocellulari.

Per saperne di più visita la sezione Borelliosi e co-infezioni del nostro sito https://www.valsambro.it/page/borreliosi-e-co-infezioni