Gravidanza e allattamento: quali esami e quale prevenzione?


La partita tra salute e malattia pone le sue radici nel periodo tra concepimento e primo anno di vita.
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Se fino a qualche tempo fa le opinioni erano contrastanti, ora sempre più ricerche confermano che la predisposizione alla salute o alla malattia dipendono dalla salute della mamma durante la gravidanza e l’allattamento, confermando l’importanza di prendere in esame il periodo che va dal concepimento al primo anno di vita del nascituro, ma anche fino almeno al compimento dei 6 anni.

In particolare, viene evidenziato dalle recenti ricerche e pubblicazioni scientifiche, come tutte queste informazioni abbiano come veicolo di trasmissione il microbioma materno, cioè l’insieme della flora batterica della mamma a livello intestinale, vaginale, intrauterino e galattogo (attraverso il latte).

La predisposizione riguarda innumerevoli campi e si esplica attraverso diversi fattori; lo stato di maggiore o minore salute della mamma è importante per ciò che riguarda:

E tanto altro.

Fino a poco tempo fa si pensava che l’ambiente intrauterino fosse sterile; le nuove frontiere della ricerca ci dicono che non è così; ecco che le contaminazioni da parte della flora batterica materna iniziano anche all’interno dell’utero, proseguono tramite la colonizzazione durante il parto (tramite il passaggio del neonato nel canale vaginale), continuano attraverso il latte materno e subiscono le influenze nutritizie delle scelte operate nello svezzamento, oltre ad essere influenzati dagli altri fattori ambientali esterni come gli stress, i traumi, le vaccinazioni, le sostanze tossiche/inquinanti, ecc.

Ricordiamo che la composizione del nostro microbiota dipende da innumerevoli fattori come l’alimentazione, i fattori ambientali, le esperienze di vita, la qualità dei nostri pensieri. Ma non dimentichiamo che la qualità del nostro microbiota determina la nostra capacità di elaborazione ed assimilazione del cibo, influisce sul sistema ormonale, sulla psiche, sul sistema immunitario. I fattori ‘esterni’ ed ‘interni’ creano quindi un circuito che può essere virtuoso o patologico, e la predisposizione al virtuosismo o alla patologia ha le sue radici dal concepimento al primo anno di vita.

Nello stesso modo, infatti, l’alimentazione in gravidanza, il vissuto psichico/emotivo della mamma, lo stato di salute della madre al momento del concepimento, l’iter del parto ed il successivo periodo di allattamento e svezzamento determinano la migliore o peggiore piattaforma di partenza.

Ci sarà molta differenza quindi, come predisposizione iniziale, tra:

E’ chiaro che come esempio abbiamo riportato i due casi estremi, ma abbiamo fin qui sempre parlato di predisposizione.

E’ importante essere consapevoli che, anche in presenza di fattori predisponenti svantaggiosi, ci sono possibilità di correzione durante tutto l’arco della vita; ma è altrettanto importante sottolineare che le correzioni più efficaci si possono effettuare già durante la gestazione e nei primi anni di vita e che, ancora meglio, tutte queste situazioni si possono prevenire occupandosi del proprio riequilibrio intestinale e della salute generale prima di procreare.

Cosa consigliamo quindi ai futuri neo-genitori?

Di associare agli esami di routine che spesso i ginecologi prescrivono prima o all’inizio della gravidanza:

Inoltre, consigliamo di effettuare le prime mappature della flora batterica intestinale anche del nascituro (tramite il Gut screening); a partire dai primi mesi di vita e riprogrammandole periodicamente per tutti i primi anni di vita, al fine di promuovere e sostenere lo stato di salute e correggere immediatamente gli eventuali squilibri che determinano, invece, la predisposizione alla malattia.


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